Metodi di contenimento

Per limitare la diffusione dell'insetto occorre gestire tutte le palme attaccate anche quelle inselvatichite, in aree seminaturali o in aree abbandonate pochè gli adulti che escono dalle piante infestate possono spostandosi a distanze anche di oltre 500 m e deporre le uova su nuove piante o su piante già infestate ma ancora vitali. 

E' inoltre fondamentale eliminare prontamente i tronchi tagliati in quanto offrono nutrimento e riparo alle larve che completano il loro sviluppo e quindi la diffusione dell'infestazione.


Metodi di contenimento

Si suggerisce una gestione differenziata in funzione dello stadio di evoluzione dell’infestazione.

Tipologia di pianta 

Sana 

Aspetto (sintomi presenti)  

Foglie verdi, con picciolo lungo sia nelle foglie giovani (le più interne) che vecchie (esterne), portamento tipico della specie, ASSENZA di sintomi. Le foglie vecchie possono essere più o meno secche 

Intervento 

Monitoraggio delle piante e trattamento preventivo con nematodi (palme di alto valore paesaggistico/affettivo)  


Tipologia di pianta 

Recuperabile

Aspetto (sintomi presenti)  

Foglie con i tipici fori, piccioli delle foglie nuove più corti rispetto alle foglie vecchie. ASSENZA di altri sintomi

Intervento 

Utilizzo di nematodi e monitoraggio dell’evoluzione

Consigliata l’asportazione, quando possibile, dei bozzoli in primavera-estate rimuovendoli manualmente e controllandone la presenza una volta alla settimana.

I bozzoli vanno schiacciati oppure congelati per almeno 24 ore in freezer. Di aiuto è l'asportazione delle foglie secche e più esterne per rendere maggiormente visibili lo stipite e i bozzoli mimetizzati.

Tipologia di pianta 

Compromessa-morta

Aspetto (sintomi presenti)  

Foglie con i tipici fori. A cui si sommano altri sintomi:


Intervento 

Abbattimento della pianta e corretto smaltimento del materiale entro la fine del mese di aprile, prima che i nuovi adulti possano sfarfallare e deporre le uova su nuove palme.



Materiale vivaistico e normativa fitosanitaria

Fino al 2019 la lotta a tale insetto invasivo poteva essere applicata come misura fitosanitaria obbligatoria, in quanto esso era elencato nell’allora vigente regolamentazione comunitaria tra gli “organismi nocivi di cui deve essere vietata l'introduzione e la diffusione in tutti gli stati membri se presenti su determinati vegetali o prodotti vegetali”.

Con l’entrata in vigore della nuova normativa fitosanitaria europea, invece, P. archon è categorizzata come organismo nocivo da quarantena solo per alcune zone protette in quanto ancora indenni (nello specifico Regno Unito, Irlanda, Malta), per cui sono necessari controlli del materiale vivaistico in esportazione verso tali Paesi.