In caso di infestazione, le misure di lotta fitosanitaria vengono stabilite dal Servizio fitosanitario provinciale possono comprendere comprendono:
divieto di movimentazione al di fuori delle aree infestate di patate, parti ipogee di altre piante, residui colturali, terreno o substrati di coltivazione
divieto di semina, coltivazione, raccolta e immagazzinamento di patate da seme e da consumo
le piante non ospiti possono essere spostate fuori dall’area infetta solo se prive di radici o residui di terreno. In alternativa, il terreno deve essere rimosso con metodi sicuri per evitare la diffusione dell’organismo nocivo
divieto di coltivazione di qualsiasi pianta destinata al reimpianto al di fuori dell’area infestata
disinfezione accurata di macchine agricole, attrezzature e calzari utilizzati all’interno del campo infetto
distruzione di tutte le piante, i tuberi e i residui vegetali presenti nella zona infetta
smaltimento come rifiuto speciale da conferirsi in contenitori chiusi dei materiali di consumo utilizzati nell’area infetta (guanti, copri-calzari, sacchi, ecc.)
dove possibile, recintare l’area per impedire il transito di animali selvatici
divieto di pascolamento
divieto di irrigare terreni infetti per evitare che l’acqua in eccesso favorisca la diffusione delle spore.
Considerata la pericolosità di questo organismo nocivo da quarantena, il Servizio fitosanitario provinciale con il supporto Fondazione Edmund Mach monitora annualmente il territorio trentino, al fine di individuare tempestivamente eventuali casi sintomatici e prevenire nuove infestazioni.